Cellulari e TV

Sono i migliori baby sitter per i nostri bambini?

Luka Udovic

 

Le nuove tecnologie aiutano i nostri bambini?

Sembra non ci siano più dubbi nell'affermare che troppa televisione, cellulari o video giochi abbiano un influenza negativa sui giovani. Dalla cronaca giornaliera che riguarda bambini e ragazzi si rileva che essi fanno riferimento a condotte di emulazione acritica e passiva dal video alla realtà.

     

Importanti richerche affermano che sono sempre di più le ore che i bambini trascorrono dinanzi alla televisione e cellulari. Dato ancora più preoccupante è il fatto che sono soprattutto i bambini della fascia zero – sei anni a dedicarsi a quest’attività. Si tratta della fascia d’età in cui i bambini sono in assoluto più plasmabili proprio per le caratteristiche evolutive di questo periodo.

            Viviamo in una società profondamente complessa, in cui le distanze si annullano, in cui possiamo accedere in ogni momento a una quantità di dati prima inimmaginabili; secoli di storia racchiusi in piccoli supporti, filmati in tempo reale che ci danno la possibilità di essere quasi testimoni di un determinato evento, informazioni e immagini virtuali che ci accompagnano durante la giornata. L’evoluzione è stata così rapida che la nostra mente non ha avuto del tutto il tempo di adeguarsi al nuovo vivere. La troppa quantità di informazioni e stimolazioni offerta può provocare stordimento, confusione, incapacità di selezionare ciò che è importante da ciò che non lo è. Non facciamo in tempo a selezionare un elemento per analizzarlo, che già un altro bussa alla porta. Le immagini stereotipate, innovative nelle loro inquadrature e con i loro effetti virtuali, così simili alla realtà, rischiano di affievolire la nostra personale capacità di vedere, di discernere ciò che è vero, da ciò che non lo è, ciò che è giusto, da ciò che è sbagliato.

                   Una ricerca longitudinale fatta in Inghilterra, dimostra che se i bambini tra i 0 e i 3 anni trascorrono dinanzi alla tv e il cellulare 2/3 ore al giorno, possono essere soggetti a difficoltà nello sviluppo linguistico. Questo periodo rappresenta infatti per il bambino un periodo molto importante per quanto riguarda l’apprendimento del linguaggio. Nel primo anno di vita una fase prelinguistica prepara il bambino al linguaggio vero e proprio, nel secondo e terzo anno egli vive un incremento del vocabolario, impara a strutturare le frasi, a capire il meccanismo del linguaggio, ad esprimere cose per lui significative, ad ascoltare, a darsi dei turni etc.

            Questo sviluppo avviene grazie all’interazione con gli adulti in un contesto significativo. Il bambino presta attenzione alle parole che vengono espresse da una persona per lui importante a cui è legato emotivamente, in un certo clima, durante un rapporto di scambio. Se c’è qualcuno che lo ascolta egli si inserisce spontaneamente nel dialogo, impara a rispettare le pause, a riferirsi a situazioni che fanno parte della sua vita e ad interpretare la mimica facciale dell’adulto.

            Al contrario, la televisione e i cellulari trasmettono un continuo flusso di parole che non consente al bambino di inserirsi attivamente e che al contrario ha proprio l’effetto di zittirlo. Le immagini che provengono dai dispositivi sono per il bambino di questa età quasi incomprensibili, vede dei colori, delle luci, dei movimenti e viene attratto principalmente da questi. I bambini guardano lo schermo incantati, e in questo lasso di tempo, più o meno lungo, non pensano, non codificano, non parlano, non socializzano, non imparano. Inoltre un lungo tempo di esposizione a questo mezzo di comunicazione può portare a difficoltà della vista e a problemi di obesità.

            In alcune famiglie la televisione, video giochi e cellulari vengono utilizzati come baby sitter quando i bambini sono irrequieti, stanchi o pretendono quell’attenzione che in quel momento i genitori sono impossibilitati a dare in quanto sono impegnati in altre attività. Il bambino dinanzi allo schermo si isola, si incanta. Questo sicuramente avvantaggia il lavoro dei genitori ma non aiuta il bambino a raggiungere uno sviluppo armonioso ed equilibrato.

            Negli ultimi anni la televisione è diventata il nuovo focolare domestico, il punto di riferimento della famiglia, intorno alla quale tutti si riuniscono. Mentre intorno ad un fuoco scoppiettante ci si scambiava idee e opinioni, si raccontavano favole e storie di vita vissuta, la televisione ha il compito di raccontare, attirare l’attenzione dei presenti precludendo lo scambio e la comunicazione tra i presenti.

            Il rumore della televisione in sottofondo accompagna molti bambini durante tutta la giornata. Essa viene infatti accesa già al mattino. Mentre il bambino si veste e fa colazione riesce a vedere già 3 o 4 cartoni animati. Ritrova la televisione accesa quando ritorna da scuola, durante il pranzo, nel pomeriggio e all’ora di cena.

            Il pasto rappresenta il ritrovo di tutti i famigliari dopo una lunga giornata di impegni e di lavoro. Questo momento è un momento di scambio in cui si comunica, si prendono decisioni, si da attenzione all’altro. Se ciò accade con la televisione accesa, l’attenzione che viene fornita agli altri è minima, le parole che si scambiano ristrette all’indispensabile e spesso i racconti vengono interrotti da qualcosa che accade in tv. In questo modo i bambini non imparano il rispetto per ciò che una persona dice, non imparano a rispettare i turni, ad essere concentrati su ciò che fanno. Inoltre spesso non vengono presi in considerazione da genitori disattenti e distratti dal mezzo di comunicazione, che trasmettono in questo modo al bambino quella mancanza di attenzione e fiducia che può portare a conseguenze più o meno gravi durante lo sviluppo e la crescita emotiva.

            Nella società di oggi la famiglia ha bisogno di trovare e ritagliare dei momenti in cui stare insieme, favorire uno scambio e una conoscenza tra i propri membri. Se c’è il desiderio di costruire una famiglia sana, comunicativa, presente nella crescita dei figli bisogna che gli adulti limitino la presenza della televisione, cellulari e dei giochi elettronici non appropriati. Il concetto di famiglia si basa innanzitutto sul rispetto tra genitori, sul modo in cui tra loro avviene la comunicazione, la condivisione, lo scambio di idee, sull’attenzione reciproca. Sono questi i valori e i principi che devono essere trasmessi ai bambini in modo da crescerli in persone sane ed equilibrate. Sarebbe pertanto opportuno, almeno in determinati momenti,  riuscire a staccare la spina per accendere il fuoco nel camino e dedicarsi ad attività meno moderne ma che giocano un ruolo fondamentale sul benessere famigliare.

 

Dott.ssa Francesca Simoni

pedagogista clinico e professionista in PNL

info@francescasimoni.com

 

 

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